Ecco il terzo numero di superkart.it/news continua la nostra “guida” sulla preparazione atletica nel mondo del karting.

I contenuti di questa guida sono il frutto di ricerca on line su siti italiani ed esteri durata parecchie settimane, ricerca fatta da chi come noi è nel mondo del kart da oltre 20 anni. Detto questo non abbiamo certo la pretesa di insegnare niente a nessuno ma solamente di dare qualche suggerimento che,  in qualche modo, possa aiutare a vivere meglio questo sport.

L’esperienza nel campo dell’automobilismo ci ha dimostrato che c’è una grande differenza da pilota a pilota nella quantità di esercizio fisico da svolgere per raggiungere una buona preprazione atletica. Alcuni piloti sembrano “spendere” pochissima energia durante la guida, altri guardano stanchi alla fine di ogni gara. Quali sono i fattori che determinano una tale differenza in una gara? Esistono diverse cause che influenzano la fatica del pilota, alcune sono endogene (derivano dalle caratteristiche fisiche e mentali dello stesso conducente). Alcuni fattori endogeni sono invariabili (non possono essere cambiati), altri sono variabili (ed possibile lavorarci sopra per cambiarli).

FATTORI ENDOGENI INVARIABILI

Struttura eriditaria

Il patrimonio genetico ereditato in termini di struttura morfologica, organica e percettiva, è qualcosa su cui possiamo lavorare. Ciò che abbiamo ricevuto dalla natura è tutto ciò che abbiamo per ottenere prestazioni. Sembra intuitivo, proprio come il fatto di essere troppo alti può obbligare il pilota a compiere maggiori sforzi rispetto ad un pilota normale, come non avere un efficiente sistema cardio respiratorio riduce le capacità prestazionali e un difetto nelle strutture percettive non permette al guidatore di avere la capacità di controllare bene il proprio kart a causa della varietà di informazioni
necessarie per effettuare tutti i gesti tecnici per una guida accurata.

dna_200x200

FATTORI ESOGENI

kart2_350

Caratteristiche del veicolo

Le caratteristiche del kart possono anche obbligare un pilota a una maggiore concentrazione durante la guida, e quindi spendere più energia. Se la direzionalità non è perfetta, il guidatore deve lavorare di più per seguire la giusta linea di trasmissione; la brusca erogazione del motore implica che il guidatore debba richiedere più sforzi per controllare il kart durante l’accelerazione; se l’impianto frenante non è perfettamente impostato, deve cambiare il suo stile di guida.

kart3_350

Condizioni meteo durante la gara

Una pista bagnata suggerisce le difficoltà che sono state precedentemente menzionate a causa della mancanza di grip della pista. Il conducente deve avere una maggiore sensibilità alla guida, prestare maggiore attenzione alle informazioni in questione e a come i suoi muscoli rispondono allo stress, dovrebbe essere più modulato e controllato. Queste sono le condizioni che potrebbero ‘ingabbiare” i conducenti meno esperti che sono più propensi a rimanere intrappolati nel sintomo somatico di ansia, che è innescato dalla quantità di concentrazione di cui hanno bisogno.
tracciato_350

Caratteristiche del circuito

Non è solo la forma a determinare la differenza di lavoro necessaria da un circuito all’altro, anche e soprattutto il materiale utilizzato come base fa la differenza. Per esempio, una pista che offre meno grip
stanca molto di più il pilota, lo rende anche più ansioso e finirà con l’avere tutti gli effetti citati.

tuta_350

Caratteristiche degli indumenti

Il livello di comfort di un capo di abbigliamento è determinato dalle sue prestazioni in termini di ergonomia e da quanto bene controlla la temperatura interna e l’umidità. Parlando di ergonomia, dobbiamo
sottolineare che una tuta confortevole deve essere confortevole in ogni momento anche quando si è seduti nel veicolo, se così non fosse, significa che il corpo dovrà spendere più energia, i muscoli dovranno lavorare di più per mantenere la giusta posizione. I piloti devono essere in grado di eseguire tutti i movimenti necessari per guidare comodamente quindi la tuta non deve essere stretta in vita in modo da non bloccare il muscolo del diaframma, che sta lavorando sodo per svolgere il compito della respirazione. La difficoltà nel controllare la temperatura e l’umidità è quella di bilanciare adeguatamente il calore di “ingresso” rappresentato dal lavoro muscolare, la radiazione e il calore proveniente dalla pista e di “uscita” rappresentato dalla ventilazione e vaporizzazione. Se gli indumenti indossati non funzionano correttamente, ciò costituirebbe un ostacolo alla termoregolazione del corpo e, di conseguenza, provocherebbe inevitabilmente stanchezza a causa dello sforzo maggiore richiesto dal meccanismo per dissipare il calore.

Ad Agosto la prima parte de "Karting Fitness"



abbiamo anche parlato di...